Rocche di Valletti e Monte Verruga

Panoramica da sud del Monte Verruga

Il Monte Verruga (1211 m) è posto a Nord Est dal Passo della Biscia, valico appenninico alla testata della Val Graveglia. La cima ed alcune grandi strutture rocciose attorno sono formate da diaspri dal colore rosso vinato caratteristico.

I diaspri si presentano con strati della spessore di pochi centimetri e quindi forniscono, a chi vi si arrampica, una miriade di piccoli appoggi. Purtroppo la fessurazione tra gli strati può creare improvvisi distacchi e quindi dare rischi non indifferenti nell’arrampicata e renderla sconigliabile.

Nel percorso escursionistico descritto il breve e facile tratto roccioso della cresta SW deve essere affrontato con attenzione e con prudenza perché leggermente esposto.

La zona è poco conosciuta dai genovesi forse a causa della sua relativa lontananza ed è rimasta relativamente selvaggia e naturale. Si incontrano pochi escursionisti che sono per lo più presenti sulla strada di Monte Porcile.

La zona è molto interessante dal punto di vista geologico, botanico e zoologico.

Dopo un primo tratto di strada non asfaltata dal Passo del Biscia al Rifugio forestale del Monte Porcile dove sono presenti boschi di Pinus nigra in cui prolifera la processionaria ma dove si possono anche avvistare degli scoiattoli, segue una agevole sterrata pianeggiante che attraversa un bosco Abies alba fino quasi ad un panoramico colletto a cavallo delle Rocche dei Valletti.

Durante la nostra escursione ho potuto vedere, abbastanza da vicino cinque rapaci (molto probabilmente erano tutte poiane) fare evoluzioni sulle nostre teste. Nelle abetaie si notano molti formicai , che si chiamano correttamente nidi, di formica rufa.

Le formiche del gruppo rufa sono molto interessanti, si trovano sulle Alpi ma sono state importate in molti boschi dell’Italia per combattere la processionaria del pino, per questo motivo è una formica molto utile ed è protetta dall’uomo. I nidi sono costruiti con aghi di pino e possono raggiungere anche un metro e mezzo d’altezza e sono molto popolosi, Formica polyctena, una delle formiche del gruppo rufa, forma nidi che possono ospitare anche 2 milioni di formiche che sono i nidi più popolosi d’Europa. Non sono le colonie più numerose che sono quelle di formiche dorylinae africane che possono raggiungere i 23 milioni di individui.

In alcune pietre, tra gli sfasciumi dei diaspri, ho notato tracce di rame allo stato nativo.

In una zona delle Rocche di Valletti è presente una specie di felce non molto comune: Cryptogramma crispaCryptogramma crispa (L.).

Itinerario escursionistico

Dal Passo del Biscia (890 m) si segue la sterrata che sale verso SE e si giunge al rifugio della Forestale del Monte Porcile (989 m, non aperto e senza riparo d’emergenza). Sessanta metri dopo la costruzione si incontra un bivio e si prende a sinistra.

Si attraversa una bella abetaia con qualche tratto in cui la copertura vegetale diminuisce ed il panorama può spaziare verso le montagne della Val d’Aveto, il ponente e le vicine strutture rocciose. Le Rocche dei Valletti sono formate da due contrafforti separati da una profonda incisione. La strada che percorriamo passa a monte delle rocche e offre alcune belle viste delle loro piccole pareti e creste.

Terminata la strada si deve salire senza traccia per una decina di metri a destra ed intercettare un sentiero abbastanza evidente che si percorre in piano verso nord. Poco dopo si sale al colletto (1065 m) che divide le Rocche dei Valletti dal crinale Monte Porcile-Monte Verruga, ottimo posto per una sosta ed un breve ristoro; da qui si vede bene la cresta SW del Monte Verruga che poi percorreremo e che, solo per effetto prospettico, appare piuttosto ripida e ardita.

Si torna verso sud (destra) percorrendo un sentiero orizzontale che brevemente conduce al crinale.

Si volge a sinistra e si va alla base della cresta SW del Monte Verruga (1110 m) che si percorre tenendone fedelmente il filo (a parte un breve tratto dove si scartano una decina di metri sulla sinistra alcune rocce più ripide). In questo tratto di una ottantina di metri è necessaria un poco di esperienza. Persone con qualche incertezza vanno assicurate con una corda da una persona esperta in tali manovre. Si segue ancora il filo di cresta che subito spiana giungendo alla croce di vetta a (1211 m).

Salita per la ripida cresta SW

Dopo la sosta sulla cima, da cui si gode un bel panorama sul Gottero, le Apuane, la catena del Monte San Nicolao, il vicino Monte Porcile, la costa Ligure e Portofino, il monte Zatta e le cime della Val d’Aveto, si prosegue scendendo la cresta NE opposta a quella di salita.

Le tracce di sentiero sono quasi inesistenti ma si scende abbastanza agevolmente anche se si deve attraversare un pendio coperto dagli sfasciumi dei diaspri. In breve si è ad un colletto (1124 m). Si prosegue su una traccia che, dapprima prosegue orizzontalmente verso NE e poi volge in discesa. Alla quota 1080 metri ci si dirige decisamente a sud (destra) incontrando una sorgente nella conca di un avvallamento. Si procede da questo punto in piano sulla traccia prevalente tra le tante che il bestiame ha creato e che conduce a superare un contrafforte roccioso nel punto dove questo si appiattisce in un tratto di prato (1090 m).

Scendendo dalla cresta NE del Monte Verruga

Da qui, in breve, si torna alla base della cresta SW del Monte Verruga da cui siamo partiti.

Si segue il crinale verso SSW, si passa presso la Fonte Sacrata e si imbocca, dopo un evidente colletto, un buon sentiero verso destra che ci conduce, attraversando bei tratti di faggeta, alla strada del Monte Porcile, al rifugetto della Forestale e poi, con rilassante passeggiata sulla strada sterrata, ritorna al Passo del Biscia.

Sono consigliabili alcune digressioni: due di pochi minuti sulla cima dei due contrafforti delle Rocche dei Valletti ed un altra, che richiede circa una mezz’ora. Si parte dal colletto a quota 1136 metri, si prosegue il sentiero verso nord e si scende un poco portandosi poi, per mezza costa, fino al colletto di quota 1007 metri e da qui al calcareo Monte Baralucco (1034 m) che si sporge verso NW e offre una visuale laterale dei contrafforti delle Rocche dei Valletti.

Una escursione di più ampio respiro si può fare proseguendo dalla Fonte Sacrata lungo la cresta NE del monte Porcile (1249 m) e pervenendo alla sua vasta e panoramica cima. Da qui, si scende verso S incontrando i residui delle miniere di manganese ora abbandonate da cui, per agevole strada sterrata si torna al rifugio della forestale (989 m) ed al Passo della Biscia.

Periodo consigliato:
va bene qualsiasi periodo dell’anno perchè la zona è generalmente ventilata. Meglio avere qualche precauzione nel periodo invernale se presente il ghiaccio.

Sviluppo di 12 km, escluse eventuali digressioni. Il dislivello complessivo è di circa 500 m anche se è di 321 metri il dislisvello tra partenza e vetta: da 890 metri dal Passo della Biscia fino ai 1211 metri della vetta.

Le difficoltà sono E e EE nel tratto di cresta finale. Alcuni brevi passi sulla roccia si possono considerare di I grado alpinistico.

Tempo occorente circa 4 ore e mezza di cammino escluse le soste: 2h40min andata e 2h15min il ritorno.

L’attrezzatura necessaria è quella da escursione ma meglio portare uno spezzone di almeno 20 m di corda se si conduce una persona non esperta.

Esistono dei segnavia ma sono decisamente poco marcati. Comunque non vi sono possibilità di equivoco nella scelta del tracciato.

Il percorso è in A/R ma compie un breve anello salendo dalla cresta SW e scendendo dalla cresta NE

File GPX Monte Verruga

Per vedere la traccia Decomprimere il file .zip – Il file .gpx contenuto va aperto da app per la navigazione: consigliata la versatile app Osmand

Percorso il
27 aprile 2008